giovedì 15 novembre 2012
mercoledì 14 novembre 2012
ritorno al velluto
Quando gli stilisti ci si mettono, portano alla ribalta ‘cose’ che ormai abbiamo relegato nel fondo dell’armadio se non addirittura buttato via o donato. Vi ricordate le borchie? Oggi sono accessori che impreziosiscono praticamente qualsiasi cosa ma chi le aveva più viste se non negli anni 80? Giacche con borchie, borse con borchie, scarpe con borchie… e il bello è che tra i maggiori rinnovatori delfashion studded c’è Valentino! Esatto, proprio la maison super chic Valentino.
Quest’inverno assistiamo al gran ritorno di un tessuto che negli ultimi tempi non s’è visto poi così tanto: ilvelluto. Lo ricordate? È quel tessuto invernale, lucente e leggermente peloso e morbidissimo. Vi chiedo se lo ricordate perché è davvero da moltissimi anni che gli stilisti non lo propongono. La scorsa stagione invernale in passerella ci sono stati i primi capi proposti in versione velvet, e, come sapete, la moda ci mette un po’ prima di carburare del tutto e così è stato anche per il tessuto regale.

Quest’inverno assistiamo al gran ritorno di un tessuto che negli ultimi tempi non s’è visto poi così tanto: ilvelluto. Lo ricordate? È quel tessuto invernale, lucente e leggermente peloso e morbidissimo. Vi chiedo se lo ricordate perché è davvero da moltissimi anni che gli stilisti non lo propongono. La scorsa stagione invernale in passerella ci sono stati i primi capi proposti in versione velvet, e, come sapete, la moda ci mette un po’ prima di carburare del tutto e così è stato anche per il tessuto regale.
Le passerelle delle collezioni Autunno/Inverno 2012-2013 sono esplose a colpi di velluto, declinato in tantissimi colori molto raffinati. Il rosso, il verde, il blu reale e il nero sono sicuramente le tonalità con le quali il materiale regale si sposa meglio.
Sulla passerella di Gucci il velluto è stato tra i maggiori protagonisti.
Bellissimi i lunghi abiti in verdone che lasciano morbidamente le spalle scoperte, così come i completi signorili con pantaloni larghi e giacche strette sul punto vita fa fusciacche sottili. Un look sofisticato, molo regale e assolutamente ricercato. Non è certo da sfoggiare per andare a fare la spesa alla mattina ma può essere un’ottima idea per importanti uscite serali.
Sulla passerella di Gucci il velluto è stato tra i maggiori protagonisti.
Bellissimi i lunghi abiti in verdone che lasciano morbidamente le spalle scoperte, così come i completi signorili con pantaloni larghi e giacche strette sul punto vita fa fusciacche sottili. Un look sofisticato, molo regale e assolutamente ricercato. Non è certo da sfoggiare per andare a fare la spesa alla mattina ma può essere un’ottima idea per importanti uscite serali.
Tanto velluto anche sulla passerella invernale di Balmain che propone capi di ispirazione maschile e militare. Declina il velluto in blu intenso che regala magnifici giochi di luce. Bellissime le lavorazioni barocche realizzate su tessuto tono su tono. Il tutto è impreziosito da bottoni e cinte dorate lavorate con disegni barocchi.
È ancora più ricercata la sera di Bottega Veneta che propone abiti lunghissimi che stringono il punto vita. Se da una parte abbiamo un modello morbido, son maniche accennate e lavorazione su girovita e fianchi, dall’altra c’è un abito bustier con inserti in pelle, il quale si apre in una lunga gonna nera di velluto.
È più giovane la donna di Carven. La maison propone abiti corti con maniche lunghe o leggermente accennate. La gonna è a campana ed è molto corta, a metà coscia. Sulla parte superiore c’è un leggero taglio verticale e al tutto sono abbinate delle scarpe t-bar con plateau altissimo.
Anche gli accessori si vestono di velluto. Bellissime le borse come quelle proposte da Chanel in versione velvet, così come le scarpe. Una serie di accessori che, prima che la tendenza tornasse, ha giocato molto sul velluto è stata Italia Independent che ha realizzato una serie di occhiali da sole rivestiti proprio del morbido tessuto
martedì 13 novembre 2012
Genova - E' Genova la città metropolitana più cara d'Italia. Lo rivela uno studio del Comune sul primo semestre 2012.
Il reddito medio dei genovesi è sopra la media nazionale(22.202 contro 19.250) ma il potere d'acquisto è eroso dall'inflazione +4,1% (ad esempio Roma 3.5, Milano 2.7) a giugno 2012.
Diminuiscono le assunzioni aumentano le cessazioni.Precario l'85% dei neoassunti. Diminuisce la cassa integrazione e aumenta quella in deroga. Calano passeggeri di traghetti e navi da crociera e turisti italiani
sabato 10 novembre 2012
ULTIM'ORA ARPAL: "PIOGGE OMOGENEE E IN AUMENTO"
SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO
GENOVA - Confermata dal Centro meteo, nella prima mattinata, la perturbazion sulla Liguria con piogge intense attese da metà pomeriggio. Un'allerta regionale di livello 2, scattata alle 9 di oggi e prevista fino a mezzogiorno di domani. Molte le ordinanze emesse dai comuni, dove in quasi tutta la Liguria le scuole sono rimaste chiuse. A Genova raddoppiate le pattuglie dei vigili urbani, soprattutto ne..
giovedì 8 novembre 2012
il mestiere di nonna
ho trovato in internet questo articolo che lo vedo molto appropriato al lavoro di nonna che io svolgo
MADRID, martedì, 26 luglio 2011 (ZENIT.org).- La società narcisista in cui viviamo valorizza l'efficacia e rende culto a ciò che è giovane e bello. La vecchiaia è un controvalore e non viene stimata la “saggezza del cuore” rappresentata dagli anni. A causa di questa cultura e di altri fattori sociali, a volte gli anziani sono per alcuni figli un peso che ci si passa dagli uni agli altri, e molti finiscono per essere abbandonati. In questa stessa società, tuttavia, i nonni sono più protagonisti di quanto sembra, perché non pochi di loro sono attualmente un aiuto imprescindibile per quelle coppie giovani che, visto che sia il marito che la moglie lavorano fuori casa, vedono nei genitori la migliore assicurazione dell'educazione dei propri figli.
E allora ecco le immagini di ogni giorno, di quel nonno o quella nonna che va a prendere il nipotino all'uscita della scuola, che aiuta nei compiti domestici la nuova famiglia dei suoi figli e che spesso – seguendo la massima evangelica per cui la sinistra non deve sapere ciò che fa la destra – continua a sacrificarsi per i propri figli. Soprattutto ora che molte famiglie giovani soffrono la piaga della disoccupazione, i nonni condividono tutto ciò che hanno per aiutare figli e nipoti.
Questa generazione di anziani si è forgiata negli anni duri in cui non era ancora apparsa la cosiddetta società del benessere. I nonni non hanno avuto le comodità di cui oggi godono i loro nipoti, né le possibilità culturali ed educative dei loro figli, perché hanno conosciuto molto presto la durezza del lavoro per portare i soldi a casa. Sono uomini e donne autodidatti, che si sono sacrificati, capaci di una sopportazione sovrumana e delle rinunce più eroiche. Sono proprio coloro che stanno svolgendo un lavoro suppletivo nella trasmissione della fede e dei valori che hanno configurato l'istituzione naturale della famiglia. Per questo e per molte altre ragioni, i nonni continuano ad essere un grande tesoro dell'umanità in tutte le tradizioni culturali.
In Africa si dice che quando muore un anziano “è scomparsa una biblioteca”. Lì gli anziani sono i custodi della memoria collettiva. In Occidente, invece, nessuno vuole sembrare vecchio e si è perso il rispetto per la “vecchiaia venerabile”. Per un cristiano, però, non è passato di moda il quarto comandamento della legge di Dio, “Onora il padre e la madre”, per quanti cambiamenti a livello antropologico e culturale vogliano imporre alla famiglia i potenti di turno in funzione dei loro interessi politici e ideologici. Il riconoscimento universale di questo comandamento comporta l'amore dei figli per i genitori, manifesta il legame tra le generazioni e fa sì che gli anziani si sentano sicuri e non siano considerati un oggetto inutile e imbarazzante. Per questo, onorare i genitori presuppone anche il fatto di onorarli quando diventano nonni, accogliendoli, assistendoli e valorizzando tutte le loro qualità.
Bisogna creare una nuova mentalità nei confronti dei nostri anziani. In primo luogo, bisogna considerare l'anziano nella sua dignità di persona. Bisogna poi cercare un suo inserimento effettivo nel tessuto sociale. Gli anziani non sono un peso per la società, ma una fonte di saggezza e armonia che può contribuire al bene comune. Non si tratta solo di organizzare attività di svago per la terza età, ma di fornire un'assistenza ricca di umanità e piena di valori autentici.
La tradizione cristiana fa coincidere la festa liturgica di San Gioacchino e Sant'Anna, genitori della Vergine Maria, con la celebrazione del “Giorno dei nonni”. Ricordiamo in questa festa il messaggio che Papa Benedetto XVI ha rivolto a tutti i nonni del mondo da Valencia (Spagna) in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie del 2006: “Desidero ora rivolgermi ai nonni, così importanti nelle famiglie. Essi possono essere - e sono tante volte - i garanti dell'affetto e della tenerezza che ogni essere umano ha bisogno di dare e di ricevere. Essi offrono ai piccoli la prospettiva del tempo, sono memoria e ricchezza delle famiglie. Mai per nessuna ragione siano esclusi dall'ambito familiare. Sono un tesoro che non possiamo strappare alle nuove generazioni, soprattutto quando danno testimonianza di fede all'avvicinarsi della morte”.
Monsignor Juan del Río Martín è l'Arcivescovo castrense di Spagna
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E allora ecco le immagini di ogni giorno, di quel nonno o quella nonna che va a prendere il nipotino all'uscita della scuola, che aiuta nei compiti domestici la nuova famiglia dei suoi figli e che spesso – seguendo la massima evangelica per cui la sinistra non deve sapere ciò che fa la destra – continua a sacrificarsi per i propri figli. Soprattutto ora che molte famiglie giovani soffrono la piaga della disoccupazione, i nonni condividono tutto ciò che hanno per aiutare figli e nipoti.
Questa generazione di anziani si è forgiata negli anni duri in cui non era ancora apparsa la cosiddetta società del benessere. I nonni non hanno avuto le comodità di cui oggi godono i loro nipoti, né le possibilità culturali ed educative dei loro figli, perché hanno conosciuto molto presto la durezza del lavoro per portare i soldi a casa. Sono uomini e donne autodidatti, che si sono sacrificati, capaci di una sopportazione sovrumana e delle rinunce più eroiche. Sono proprio coloro che stanno svolgendo un lavoro suppletivo nella trasmissione della fede e dei valori che hanno configurato l'istituzione naturale della famiglia. Per questo e per molte altre ragioni, i nonni continuano ad essere un grande tesoro dell'umanità in tutte le tradizioni culturali.
In Africa si dice che quando muore un anziano “è scomparsa una biblioteca”. Lì gli anziani sono i custodi della memoria collettiva. In Occidente, invece, nessuno vuole sembrare vecchio e si è perso il rispetto per la “vecchiaia venerabile”. Per un cristiano, però, non è passato di moda il quarto comandamento della legge di Dio, “Onora il padre e la madre”, per quanti cambiamenti a livello antropologico e culturale vogliano imporre alla famiglia i potenti di turno in funzione dei loro interessi politici e ideologici. Il riconoscimento universale di questo comandamento comporta l'amore dei figli per i genitori, manifesta il legame tra le generazioni e fa sì che gli anziani si sentano sicuri e non siano considerati un oggetto inutile e imbarazzante. Per questo, onorare i genitori presuppone anche il fatto di onorarli quando diventano nonni, accogliendoli, assistendoli e valorizzando tutte le loro qualità.
Bisogna creare una nuova mentalità nei confronti dei nostri anziani. In primo luogo, bisogna considerare l'anziano nella sua dignità di persona. Bisogna poi cercare un suo inserimento effettivo nel tessuto sociale. Gli anziani non sono un peso per la società, ma una fonte di saggezza e armonia che può contribuire al bene comune. Non si tratta solo di organizzare attività di svago per la terza età, ma di fornire un'assistenza ricca di umanità e piena di valori autentici.
La tradizione cristiana fa coincidere la festa liturgica di San Gioacchino e Sant'Anna, genitori della Vergine Maria, con la celebrazione del “Giorno dei nonni”. Ricordiamo in questa festa il messaggio che Papa Benedetto XVI ha rivolto a tutti i nonni del mondo da Valencia (Spagna) in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie del 2006: “Desidero ora rivolgermi ai nonni, così importanti nelle famiglie. Essi possono essere - e sono tante volte - i garanti dell'affetto e della tenerezza che ogni essere umano ha bisogno di dare e di ricevere. Essi offrono ai piccoli la prospettiva del tempo, sono memoria e ricchezza delle famiglie. Mai per nessuna ragione siano esclusi dall'ambito familiare. Sono un tesoro che non possiamo strappare alle nuove generazioni, soprattutto quando danno testimonianza di fede all'avvicinarsi della morte”.
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