Esami di maturità, questa è la nonna che ha 75 tiene un blog
Per le infiammazioni articolari come l'artrite meglio il ghiaccio, per quelle degenerative dovute all'artrosi la borsa dell'acqua calda
C'è chi usa la borsa dell'acqua calda, chi preferisce il ghiaccio. Per combattere i reumatismi, meglio il caldo o il freddo?
«Si dice che il caldo sia un toccasana: affermazione corretta, tant'è che la stragrande maggioranza delle terapie fisiche, dagli ultrasuoni allaradarterapia, dal laser agli infrarossi, genera calore», dice Carlo Maurizio Montecucco, direttore universitario della divisione di reumatologia all'Irccs Policlinico San Matteo di Pavia. Ma ci sono pazienti che dichiarano di sentirsi meglio in inverno e addirittura se applicano la borsa di ghiaccio sulla parte malata. Sì: i disturbi reumatici sono estremamente soggettivi.
«Da un punto di vista teorico, le infiammazioni articolari (le artriti, per capirsi) andrebbero trattate con il freddo, quelle degenerative (dovute all'artrosi) con il ricorso al caldo», conclude Montecucco. Ma, evidentemente, non è la regola...
«Si dice che il caldo sia un toccasana: affermazione corretta, tant'è che la stragrande maggioranza delle terapie fisiche, dagli ultrasuoni allaradarterapia, dal laser agli infrarossi, genera calore», dice Carlo Maurizio Montecucco, direttore universitario della divisione di reumatologia all'Irccs Policlinico San Matteo di Pavia. Ma ci sono pazienti che dichiarano di sentirsi meglio in inverno e addirittura se applicano la borsa di ghiaccio sulla parte malata. Sì: i disturbi reumatici sono estremamente soggettivi.
«Da un punto di vista teorico, le infiammazioni articolari (le artriti, per capirsi) andrebbero trattate con il freddo, quelle degenerative (dovute all'artrosi) con il ricorso al caldo», conclude Montecucco. Ma, evidentemente, non è la regola...


Ecco come noi donne come eravamo calcolate.
Perciò all’ età di 11 anni mi avviai nel mondo del lavoro, non hai ancora le ossa fatte, non importa ma tu devi rendere.
Come un film mi rivedo, mi distinguevo dalle altre bimbe perchè ero già goffamente formata sembravo più grande della mia età.
Ero molto brava a scuola mi piaceva studiare mi veniva facile e poi tanta memoria.
La maestra mi preparò anche agli esami di ammissione per proseguire sperando che qualcuno mi aiutasse, lo disse anche al mio papà ma lui per tutta risposta mi strinse al petto.
le lacrime iniziarono a scendere non ce la facevo a fermarmi, mi sentivo come una condannata a morte.
Mi risuonano ancora oggi le parole della bidella “io in tanti anni di lavoro non ho mai visto piangere una che lascia la scuola “Cari Maturandi di oggi e di ieri non sapete che cosa significa non provare le ansie le paure di affrontare l’esame.
é vero ognuno sente il proprio ma a noi che è mancato questa opportunità vi invidiamo anche se la vita mi ha portato a fare esami molti più grandi con scelte molto difficili